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Malika Ayane torna con un nuovo album a cinque anni dal precedente progetto discografico. È uscito il 18 settembre “cicale”, il disco di inediti pubblicato da Carosello Records. Dieci canzoni nelle quali l’artista attraversa cambiamenti, relazioni, errori e aspettative, con lo sguardo di chi ha imparato che, con il passare del tempo, non sempre esistono risposte semplici.

Il percorso verso il nuovo album era cominciato nei mesi scorsi con “animali notturni”, presentato al Festival di Sanremo, per poi proseguire con “una possibilità” e “detto tra noi”, scelto come singolo radiofonico prima dell’uscita del disco.

Dentro “cicale” questi brani trovano ora una dimensione più ampia. Non c’è una storia unica a tenere insieme le dieci tracce, quanto piuttosto un modo comune di guardare quello che succede: accettare i cambiamenti, fare i conti con ciò che non è andato come previsto e continuare a muoversi anche senza sapere esattamente dove si arriverà.

 

Cambiare senza avere tutte le risposte

Ad aprire il disco è “finalmente”, brano nel quale Malika Ayane parte dal bisogno di osservare se stessa e quello che la circonda senza sentire necessariamente il bisogno di giudicare o trovare una conclusione per ogni cosa.

Un pensiero che ritorna anche in “è andata così”. Le scelte fatte, i sogni gestiti male e quello che si impara strada facendo contribuiscono a costruire ciò che siamo. L’esperienza, però, non mette al riparo dagli errori: si può prendere una strada sbagliata anche quando si pensa di avere tutto sotto controllo e si può ricominciare quando sembra ormai troppo tardi.

In “all’improvviso ci verrà da ridere” entrano invece in gioco le emozioni. Non tutto deve essere necessariamente spiegato o razionalizzato: a volte bisogna semplicemente riconoscere quello che si prova e lasciargli il tempo di trovare il proprio spazio.

Il cambiamento è ancora più evidente in “diversamente”, realizzata insieme a Dargen D’Amico. Il punto di partenza è una frase precisa: “Cambiare ancora casa non è abbastanza per vivere diversamente”. Spostarsi, cambiare luogo o modificare le proprie abitudini non basta, infatti, a diventare automaticamente persone diverse. Dargen entra nel brano portando un altro punto di vista e costruendo un racconto che procede accanto a quello di Malika.

L’amore quando cambia prospettiva

Anche le relazioni attraversano buona parte di “cicale”, raccontate però senza inseguire l’idea di un amore perfetto.

“animali notturni” parla di un sentimento maturo e della possibilità di continuare a scegliersi. Gli animali notturni del titolo sono le persone che popolano la notte: chi esce, chi lavora, chi si diverte e chi semplicemente continua a vivere mentre gran parte della città dorme.

Con “probabile” si torna invece all’inizio di una relazione, quando l’attrazione convive ancora con la capacità di chiedersi cosa potrebbe funzionare e cosa, al contrario, potrebbe andare storto. Malika Ayane racconta questo momento con ironia, mettendo insieme entusiasmo, prudenza e quel pizzico di disincanto che inevitabilmente arriva con l’esperienza.

In “come la prima volta” entra in gioco il tempo. La novità prima o poi svanisce e allora diventa importante riuscire a trovare qualcosa di nuovo anche dentro ciò che già conosciamo. Non restare insieme soltanto perché una storia dura da tempo, ma continuare a trovare una ragione per scegliersi.

La malinconia adulta di “detto tra noi”

Tra i brani che raccontano meglio l’atmosfera del disco c’è “detto tra noi”. Malika Ayane lo lega al grigio del mare d’inverno, alla luce dell’alba dopo una notte trascorsa a ballare e a quella tendenza a pensare già al “dopo” proprio mentre qualcosa sta iniziando.

È una malinconia adulta, che non significa necessariamente tristezza. Piuttosto, è il modo di guardare ciò che accade senza rinunciare alla fiducia, ma evitando di riempire ogni cosa di aspettative.

Una sensazione che ritorna più volte in “cicale”, dove leggerezza e consapevolezza finiscono spesso per convivere nella stessa canzone.

La felicità non ha una forma prestabilita

L’ironia torna con “una possibilità”, che Malika definisce una “finta canzone allegra”: dietro un mondo musicale apparentemente spensierato si nasconde infatti un testo dal sapore più amaro.

Il brano guarda anche ai modelli di felicità che ci vengono continuamente mostrati e ai quali, più o meno consapevolmente, cerchiamo di adeguarci. Ma non sempre quello che funziona per gli altri funziona anche per noi. E sbagliare strada, cambiare idea o prendere qualche cantonata può semplicemente far parte del percorso.

A chiudere l’album è “primavera in città”, nata da un momento molto più quotidiano. Malika torna da una trasferta, si mette alla finestra di casa e osserva quello che succede negli appartamenti di fronte e lungo la strada, aspettando quel periodo dell’anno in cui le giornate cominciano ad allungarsi e il sole tramonta finalmente più tardi.

Una scena semplice che accompagna “cicale” verso la sua conclusione.

Dieci canzoni unite dallo stesso sguardo

“cicale” comprende “finalmente”, “animali notturni”, “è andata così”, “all’improvviso ci verrà da ridere”, “diversamente” feat. Dargen D’Amico, “detto tra noi”, “probabile”, “come la prima volta”, “una possibilità” e “primavera in città”.

Dieci canzoni diverse, ma legate da uno sguardo comune sulla vita adulta: le relazioni che cambiano, gli errori, i nuovi inizi, la malinconia e la necessità di accettare che non tutto possa essere previsto o tenuto sotto controllo.

Dopo l’uscita di “cicale”, Malika Ayane incontrerà il pubblico durante un instore tour in diverse città italiane, in programma fino al 22 ottobre.

Da novembre il disco arriverà anche dal vivo. Il tour nei teatri partirà il 1° novembre dal Teatro dell’Aquila di Fermo, con la data zero, per poi proseguire a Roma, Firenze, Milano, Torino, Catanzaro, Bitritto, Napoli, Catania, Palermo, Padova, Bologna, Senigallia e Pescara.

A cinque anni dall’ultimo progetto discografico, Malika Ayane torna così con un album che non cerca grandi risposte. “cicale” racconta piuttosto quello che succede mentre si cambia, si sbaglia, si ricomincia e si impara a convivere anche con ciò che non si riesce a controllare.

Immagine elaborata con AI