Ventinove disegni di maestri veneti, dal Cinquecento al Settecento, entrano nel patrimonio della città di Venezia grazie alla donazione di Alessandro Favaretto Rubelli. Le opere sono al centro della mostra “Nel segno di Venezia. La donazione Alessandro Favaretto Rubelli”, allestita a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano. Tra i nomi presenti Palma il Giovane, Luca Carlevarijs, Sebastiano Ricci, Giambattista Tiepolo e Canaletto.
La raccolta attraversa oltre due secoli di arte veneziana e nasce dalla passione di Favaretto Rubelli per la storia della sua città. Presidente della storica azienda tessile di famiglia, negli anni ha affiancato all’attività imprenditoriale l’interesse per l’arte e il collezionismo.
Dal Cinquecento di Palma il Giovane al Settecento
La parte più antica della raccolta risale al Cinquecento. Tra i fogli esposti c’è il “Cristo tentato dal diavolo” di Palma il Giovane, studio preparatorio per un telero di Palazzo Ducale andato perduto.
Il disegno documenta il lavoro che precedeva la realizzazione dell’opera definitiva e permette di entrare nella fase di studio dell’artista. Di Palma il Giovane è presente anche “La preghiera di san Carlo Borromeo”, datata 1624.
Una parte importante della collezione è però dedicata al Settecento, con alcuni dei principali protagonisti della scena artistica veneziana.
La Venezia quotidiana nei disegni di Carlevarijs
Cinque Studi di macchiette di Luca Carlevarijs, provenienti dalla collezione di Tito Miotti, mostrano una Venezia popolata da uomini e donne colti nei gesti di ogni giorno.
Ci sono persone al lavoro, donne che conversano, uomini seduti o in piedi. Piccole figure che Carlevarijs osservava e disegnava per poi utilizzarle nelle sue vedute.
Con la donazione, i cinque studi si aggiungono ai disegni dell’artista già conservati nelle collezioni civiche veneziane.
Da Sebastiano Ricci a Giambattista Tiepolo
Di Sebastiano Ricci è esposto un disegno a matita nera preparatorio per le Tentazioni di Sant’Antonio abate, nel quale è possibile osservare lo studio dei chiaroscuri e il tratto del pittore.
La raccolta comprende anche lavori di artisti legati alla sua scuola. Gaspare Diziani è presente con due studi, mentre di Francesco Fontebasso è conservata una copia giovanile tratta da un dipinto del maestro.
Tra i fogli figura anche una caricatura di Giambattista Tiepolo, proveniente dall’album Valmarana. Pochi tratti d’inchiostro definiscono la figura e mostrano un aspetto meno noto della produzione dell’artista, lontano dalle grandi composizioni per cui è conosciuto.
Canaletto prima delle grandi vedute
La donazione comprende anche due studi di vedute di Giovanni Antonio Canal, detto Canaletto.
I fogli appartenevano a un album del pittore e collezionista Italico Brass, successivamente disperso, e documentano il lavoro preparatorio di Canaletto prima della realizzazione delle sue vedute.
Con la donazione entrano nelle collezioni civiche veneziane e diventano così parte del patrimonio pubblico della città.
Una passione per Venezia coltivata nel tempo
La donazione nasce da un legame con Venezia che Alessandro Favaretto Rubelli porta avanti da molti anni.
Entrato nell’azienda di famiglia nel 1955, a 24 anni, ha partecipato alla crescita internazionale di Rubelli e all’apertura di sedi e showroom in diverse città. Durante i numerosi viaggi di lavoro ha continuato a cercare e raccogliere libri, opere e testimonianze legate alla storia veneziana.
Nel tempo ha formato anche una collezione di libri antichi dedicati a Venezia, tra opere storiche, guide e album illustrati databili dalla fine del Quattrocento ai primi anni del Novecento.
I 29 disegni donati alla Fondazione Musei Civici di Venezia rappresentano un altro capitolo di questa lunga attività di collezionista e, da oggi, sono patrimonio della città.
Foto generata con AI
