Dopo “Miró” e “Niente di me”, Anna Castiglia torna con “La paura in tasca”, il suo secondo album, uscito venerdì 25 settembre. Il nuovo lavoro della cantautrice catanese arriva a due anni da “MI PIACE”, l’esordio discografico pubblicato nel 2024 e vincitore della Targa Tenco come Migliore Album Opera Prima.
Il disco contiene undici tracce e ruota intorno alla paura, raccontata nelle diverse forme che può assumere nella vita di tutti i giorni. L’artista affronta il giudizio degli altri, il rapporto con il proprio corpo, la crescita, l’indipendenza e le aspettative legate ad alcune fasi della vita. Non mancano il desiderio di affermarsi e il bisogno di essere visti, in un periodo in cui anche i social hanno un peso sempre maggiore.
La paura, però, non viene raccontata soltanto come qualcosa da combattere o lasciarsi alle spalle. Diventa piuttosto una presenza con cui imparare a convivere, che può restare accanto anche quando si cambia e si prendono nuove direzioni.
Tra ironia, introspezione e ospiti
In “La paura in tasca” Anna Castiglia continua a raccontare temi personali alternando ironia e momenti più intimi. Le atmosfere cambiano da una canzone all’altra seguendo ciò che viene raccontato, con brani più leggeri accanto ad altri dal carattere maggiormente introspettivo.
Nel disco tornano anche i Selton, che avevano già collaborato con la cantautrice nella nuova versione di “U mari”. Ramiro Levy partecipa inoltre alla produzione di una parte dell’album, dove trovano spazio anche influenze latine e brasiliane.
Tra le collaborazioni c’è quella con Valerio Lundini, protagonista di un’incursione all’interno del disco. In “Scema” interviene invece nei cori Canta fino a dieci, collettivo di cantautrici del quale fa parte anche Anna Castiglia.
La tracklist comprende “Insisto perché esisto”, “Niente di me”, “Alito Sonoro”, “Se ti guardo come gli altri”, “È tanto che non dico ti amo”, “Ho finito i pezzi latin”, “La nuova stagione”, “Scema”, “Miró”, “Coppia che abbaia” e “La paura in tasca”.
Le ombre cinesi diventano parte del racconto
Il tema della paura ritorna anche nelle immagini che accompagnano il disco. Per il progetto visivo Anna Castiglia ha lavorato insieme a Filippo Rossi di Galattico, utilizzando soprattutto carta, cartone e ombre cinesi. La carta è stata impiegata anche per realizzare alcuni degli abiti indossati dalla cantautrice.
La scelta delle ombre richiama direttamente il significato dell’album. Un oggetto di piccole dimensioni, una volta proiettato, può generare un’ombra molto più grande. Un’immagine che rimanda al modo in cui anche una paura può crescere nella nostra mente fino ad assumere proporzioni molto diverse da quelle iniziali.

Da Musicultura al secondo album
Negli ultimi anni Anna Castiglia ha portato avanti le nuove pubblicazioni insieme a un’intensa attività dal vivo. Dopo aver aperto alcuni concerti di Max Gazzè, nel 2024 ha pubblicato “Whitman” con Ghemon e ha vinto la XXXV edizione di Musicultura con “Ghali”.
Sempre nel 2024 sono arrivati “U mari” e il primo album “MI PIACE”, pubblicato il 27 settembre. La cantautrice ha inoltre aperto il concerto di Carmen Consoli al Teatro Romano di Ostia Antica e ha partecipato per due volte al Concertone del Primo Maggio.
Nel luglio 2025 “MI PIACE” ha ottenuto la Targa Tenco per la Migliore Opera Prima. Nello stesso periodo è uscito anche “Mi piace a casa di”, progetto che comprende una nuova versione di “U mari” realizzata insieme ai Selton.
A novembre parte “La paura in tasca Tour 2026”
Con il nuovo album la cantautrice catanese torna anche dal vivo. “La paura in tasca Tour 2026”, prodotto e organizzato da OTR Live, partirà il 5 novembre dall’Hiroshima Mon Amour di Torino.
Il calendario proseguirà con appuntamenti a Firenze, Roma, Bologna, Milano, Napoli, Lecce, Molfetta, Palermo e Roncade, prima delle ultime date in Sicilia.
Il tour si concluderà il 29 dicembre al Teatro Metropolitan di Catania, città natale della cantautrice, dove Anna Castiglia porterà sul palco anche le canzoni di “La paura in tasca”.
