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Con “Come fai tu”, pubblicato venerdì 11 settembre, Annachiara Cecere affronta il tema della ricerca di sé e della difficoltà di sentirsi compresi quando si tende a vivere ogni esperienza con particolare intensità. La cantautrice salernitana, classe 1997, prosegue il suo percorso musicale con una ballad pop autobiografica che invita a riflettere sulle proprie emozioni e sul modo in cui ciascuno affronta la vita.

L’abbiamo intervistata per conoscere meglio la sua storia, il significato del nuovo singolo e i progetti futuri. 

Hai iniziato a studiare canto e scrittura a vent’anni. Quando hai capito che la musica sarebbe diventata il tuo principale mezzo di espressione?

Quando ho iniziato a pubblicare e il mio primo singolo intitolato “una luna blu “ebbe ottimi riscontri! Il secondo brano invece, andò virale e sentivo che l’università, nel frattempo, non mi desse più gioia e che se avessi continuato avrei fatto una scelta che avrebbe potuto rendermi infelice per sempre.

In “Come fai tu” racconti la sensazione di sentirsi sbagliati quando si tende ad analizzare tutto troppo profondamente. C’è stata un’esperienza particolare che ti ha spinto a scrivere questa canzone?

La quotidianità che circonda credo tutti! Io nel mio piccolo credo di ritenermi fortunata, poiché ho imparato a circondarmi di persone affini a me e capaci di compiere ragionamenti profondi! Ma in passato, ho riscontrato tanta superficialità da parte di persone che hanno fatto parte della mia vita che liquidano la mia sofferenza con frasi semplicistiche.

Nel brano ti interroghi anche sulla difficoltà delle persone di guardarsi dentro. Secondo te, perché a volte è così complicato confrontarsi con le proprie emozioni?

Perché vorrebbe dire conoscere parti di noi stessi che non vorremmo mai conoscere per davvero e questa cosa va a riflettersi anche nei rapporti con gli altri e nel nostro relazionarci con essi. Quando iniziamo a vedere parti altrui che non corrispondono alle idee nella nostra testa, preferiamo fuggire.

Il visual video di “Come fai tu” utilizza luci, ombre e una porta che simboleggia un nuovo inizio. Quanto è importante per te tradurre in immagini ciò che racconti attraverso la musica?

Penso sia fondamentale, vorrei che gli altri capissero il mio pensiero ed i miei pensieri attraverso varie forme di comunicazione e che possano suscitare qualcosa anche a quelle persone che vivono in maniera superficiale, perché l’uomo diventa sensibile solo davanti all’arte! È un tipo di umanità dal quale non si può scappare.

Negli ultimi anni hai sperimentato sonorità differenti, dal pop-dance alle ballad più intime. In quale direzione sta andando oggi la tua musica e quali sono i tuoi prossimi progetti?

Altri brani, live in giro per l’Italia, continuare su pezzi suonati e un po’pop elettronici e accrescere il mio pubblico!

Il bello di questo mestiere non consiste nel quando arrivi ma come arrivi, dopo tanti sforzi e sacrifici e questo aspetto andrebbe valorizzato per chiunque riesca a farcela.