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Al Palazzo Roverella di Rovigo, una mostra dedicata a Man Ray (dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027) racconta il rapporto dell’artista con le donne che hanno avuto un ruolo importante nella sua vita e nel suo lavoro. L’esposizione raccoglie fotografie e opere che ripercorrono amori, incontri e collaborazioni, soprattutto nella Parigi del Novecento.

È proprio a Montparnasse, quartiere frequentato da pittori, fotografi, scrittori e protagonisti delle avanguardie, che Man Ray sviluppa gran parte della sua ricerca artistica. La fotografia diventa per lui uno strumento di sperimentazione, attraverso il quale esplora il corpo femminile, le forme e le possibilità offerte dalle nuove tecniche.

Le donne che entrano nel suo studio, però, non sono soltanto modelle o compagne. Molte hanno una propria storia artistica e alcune riusciranno ad affermarsi ben oltre il rapporto con il fotografo. Tra le figure principali della mostra ci sono Kiki de Montparnasse, Lee Miller e Juliet Browner.

Kiki de Montparnasse, protagonista della Parigi degli anni Venti

Alice Prin, conosciuta come Kiki de Montparnasse, è stata una delle figure più rappresentative della Parigi degli anni Venti. Ballerina, cantante, modella e pittrice, frequentava gli artisti del quartiere e divenne compagna di Man Ray, posando per alcune delle sue fotografie più celebri.

Tra queste c’è Le Violon d’Ingres, scelta come immagine della mostra. Nello scatto, la schiena nuda di Kiki richiama la forma di un violino grazie a due aperture a forma di effe. Un’immagine diventata uno dei simboli della fotografia surrealista.

Kiki è protagonista anche di Noire et blanche, dove il suo volto viene accostato a una maschera africana, giocando sui contrasti tra luce, ombra e forme.

La relazione con Man Ray fu passionale e complicata. Kiki, tuttavia, non rinunciò alla propria indipendenza e continuò a lavorare come artista e interprete della vita notturna parigina. Dopo gli anni di maggiore notorietà, attraversò un periodo difficile, segnato da problemi personali ed economici.

Lee Miller e Juliet Browner, due storie molto diverse

Nel 1929 Man Ray incontra a Parigi Lee Miller, giovane americana destinata a diventare una delle fotografe più importanti del Novecento. Tra i due nasce una relazione sentimentale e professionale che durerà fino al 1932.

Miller lavora nello studio di Man Ray, apprende e sperimenta tecniche fotografiche, ma sviluppa presto un linguaggio personale. Dopo la separazione prosegue la propria carriera e, durante la Seconda guerra mondiale, diventa fotoreporter, documentando il conflitto e l’orrore dei campi di concentramento nazisti liberati.

Tra le immagini più famose che la riguardano c’è quella scattata da David E. Scherman, che la ritrae nella vasca da bagno di Hitler a Monaco di Baviera.

Le fotografie presenti nella mostra di Rovigo ricordano gli anni trascorsi accanto a Man Ray, ma anche il talento di una donna che seppe costruirsi una carriera indipendente.

Un’altra figura fondamentale è Juliet Browner, conosciuta da Man Ray a Los Angeles durante il suo soggiorno negli Stati Uniti. I due si sposano nel 1946, nello stesso giorno in cui Max Ernst e Dorothea Tanning celebrano il loro matrimonio.

Ballerina e modella, Juliet diventa la compagna di una vita e compare in numerosi dipinti, disegni e fotografie dell’artista. Nel 1951 la coppia torna a Parigi, dove rimane fino alla morte di Man Ray. Oggi entrambi riposano nel cimitero di Montparnasse.

Le altre donne del surrealismo

La mostra dedica spazio anche ad altre donne che hanno incrociato il percorso umano e artistico di Man Ray. Tra queste c’è Adrienne Fidelin, ballerina originaria della Guadalupa, che ebbe una relazione con il fotografo, e Meret Oppenheim, artista legata al surrealismo e nota per le sue opere provocatorie e sperimentali.

Oppenheim collaborò con Man Ray, senza però accettare di essere identificata soltanto come sua modella. Una delle fotografie in mostra la ritrae nuda davanti a una finestra, mentre la figura del fotografo appare come un’ombra, attraverso un effetto di solarizzazione.

Le immagini esposte raccontano quindi qualcosa di più delle relazioni sentimentali di Man Ray. Parlano anche di donne che hanno partecipato alla vita culturale del loro tempo, cercando di affermare il proprio talento in un ambiente artistico dominato prevalentemente dagli uomini.

Foto generata con AI